11 dicembre 2008

Trasmigrazione dell'andro-mondo

Cari sparuti lettori,
a distanza di un anno, 16 post e 1500 visite ho deciso di non proseguire con la pubblicazione di ulteriori post su questo blog. In realtà continuerò a riflettere sulle differenze di genere, gli equilibri di coppia ed i ruoli parentali, ma riporterò tutto questo nel mio blog principale, Counseling e dintorni, che invece gode di miglior salute. I motivi di questa scelta sono diversi:
1. Non ho il tempo per riuscire a gestire due blog
2. I due blog hanno alcuni temi sovrapposti
3. Ho esaurito la spinta motivazionale iniziale che mi ha portato ad aprire questo blog
4. I risultati non sono quelli sperati
5. Sulla rete e in libreria ci sono ormai tantissimi siti e testi che dicono (anche meglio di me) quello che avrei voluto dire io, per cui queste pagine non hanno più un valore specifico.
Queste pagine resteranno on-line ancora per qualche mese, finché la piattaforma di Blogger lo consentirà, ma non saranno più aggiorante.
Vi aspetto su "Counseling e dintorni".
Grazie di tutto e a presto!
Francesco

25 ottobre 2008

Maschile-Femminile: lavori in corso

Una citazione dal libro di Alessandra Zanuso: "La nostra parte nascosta: l'ombra", Ed. Baldini Castoldi Dalai (p. 147).


"Le riflessioni del mondo femminile hanno intaccato anche il mondo maschile. E' un movimento circolare che continuamente modifica i riferimenti culturali e psichici di entrambi i sessi. Perché la gabbia non è solamente della donna, è anche dell'uomo.
Il matriarcato e il patriarcato ormai segnano il passo e il femminile e il maschile devono ora incontrarsi e formare una nuova maniera di assemblaggio. Non è ancora chiaro il modo, i nodelli sono molteplici, i ruoli consolidati di relazione tra l'uomo e la donna non sono più affidabili, non esistono più con chiarezza.
Noi tutti, uomini e donne, siamo confusi, incerti, abbiamo molti dubbi su cosa fare e scegliere, su cosa essere nel rapporto con l'altro. L'eccessiva libertà di scelta e la vicinanza con le diverse culture, che la globalizzazione cis ta portando a conoscere, possono essere fonte d'ansia: ecco perché ci rifugiamo ogni tanto nella certezza del già sperimentato, per scoprire che non ci assomiglia più, che ci va troppo stretto. A noi tutti, uomini e donne".

10 ottobre 2008

Maschi allo specchio

Riporto alcuni stralci di un interessantissimo articolo di Massimo Barberi apparso su Mente&Cervello del luglio scorso dal titolo “Maschi allo specchio”.

Hanno pettorali e addominali scolpiti come marmo. Tonificano il corpo con saune e massaggi. Esibiscono una pelle liscia e idratata da far invidia a qualunque velina. Sono gli uomini del terzo millennio: spaesati, inibiti, alla ricerca di un’identità perduta. […] Dopo la bastonata degli anni settanta, quando il movimento femminista ha ribaltato la società patriarcale e il millenario machismo, […] i maschi del terzo millennio non hanno saputo fare altro che reinventarsi attraverso il corpo, ricostruire l’identità modellando i muscoli. Al futuro è meglio non pensare, ciò che rimane è il presente. Da qui l’estrema attenzione al corpo […] Non è un caso che anche tra i maschi siano sempre più diffusi disturbi dell’alimentazione e dipendenza da sport […].
Se per definire se stessi fino a qualche anno fa i maschi utilizzavano il proprio ambito lavorativo, (operaio, impiegato, medico) oggi puntano su ciò che fanno dopo il lavoro (ciclismo, body building e così via). Il mondo del lavoro è caratterizzato dalla fragilità e dall’assenza di prospettive. […] Il corpo diventa così la strumento su cui investire per uscire dalla condizione liquida in cui viviamo, dove le coordinate che vanno bene per oggi, domani potrebbero essere superate.
[…] Questa risposta è ancora più evidente negli adolescenti: la società li mette per molti aspetti sullo stesso piano delle donne, eppure permangono i fantasmi di un passato in cui era l’uomo a dominare. Succede quindi che quando incontrano una figura maschile dominante, come per esempio un allenatore, meglio se rude ed un po’ “sergente”, lo seguono come un pifferaio magico. Non rendendosi conto del fatto che si trattta di una caricatura di virilità.
[…] Quanto abbiano influito i media e la pubblicità su questi processi è oggetto di discussione. [Esistono però] periodici maschili che strizzano l’occhio soprattutto agli adolescenti, in cui al centro di tutto c’è il controllo del corpo, come se fosse un progetto da realizzare. Basti pensare a Mans’Health, Max o GQ [io aggiungerei anche l’imperdibile ForMen] . In queste pubblicazioni ci sono due temi che ritornano: come migliorare le performance fisiche (addominali di ferro in quattro mosse; subito in forma in 30 minuti) e come migliorare le performance sessuali (40 segreti per farla impazzire a letto; le 10 posizioni più hot). Corpo virile e controllo della partner rispondono perfettamente alla crisi di identità maschile. E questo spiega, in parte, il loro successo editoriale.

2 settembre 2008

Caparezza dixit: "Un vero uomo..."

Un calorso bentornato a tutti!
Riprendo dopo la pausa estiva con il buon proposito di scrivere di più sui blog, e, per iniziare, vi voglio dedicare "Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti" di Caparezza. La trovo una canzone molto vicina allo spirito di questo blog. NB: La canzone ha un tono ironico. Le strofe sono una raccolta di "luoghi comuni al maschile", il pensiero del cantante (e il mio) è espresso nel ritornello.

28 luglio 2008

Comunicazione di servizio: nuovo sito!

Ciao a tutti! Alcuni mi hanno chiesto che fine avessi fatto, visto che il blog non viene aggiornato da un po'. Oltre a motivi personali (avete mai fatto un trasloco? Se sì, allora mi avete capito...) ho dedicato le mie energie internettiane alla creazione di un nuovo sito personale. Venite a trovarmi su www.scaprile.it ! Non tutte le pagine sono complete, ma ormai manca veramente poco. Tranquilli, i blog proseguono, semplicemente avevo bisogno di uno spazio più "istituzionale" per motivi professionali, mentre i blog continueranno ad ospitare le mie riflessioni/provocazioni. A presto!

13 giugno 2008

Le leggi di Murphy del papà


Di sicuro conoscete la famosa "Legge di Murphy": "Se qualcosa può andar storto lo farà". Mi sono divertito a formulare un po' di varianti, se ne avete altre frutto della vostra esperienza, mandatemele!
Legge di Kirkman e Scott sulla videocamera
Dato il numero N di minuti di durata della batteria della videocamera, l'evento più interessante della vita di tuo/a figlio/a si verificherà al minuto N+1
Corollario della fotocamera di Aprile
Nonostante i tuoi numerosi appostamenti, tuo/a figlio/a sorriderà sempre immediatamente prima o immediatamente dopo il tuo scatto.
Legge della P e della K
La quantità P di pupù prodotta da un figlio è sempre superiore al coefficiente di assorbimento K del pannolino.
Assioma di Chiara sui consigli parentali
Il concorso a premi per il consiglio più idiota sulla crescita dei figli è sempre aperto.
Postulato geometrico sulla stanza del bambino
Il numero di giocattoli regalati a tuo/a figlio/a è inversamente proporzionale allo spazio disponibile.
Legge di Cassandra sull'influenza dei modelli sociali
Per quante protezioni tu possa attivare, nulla potrà evitare che il Male Cosmico si abbatta sui genitori in una o più delle seguenti incarnazioni: Winx, Gormiti, Bratz, Power Rangers, Yu-Gi-Ho,...
Legge di Calvin
La probabilità che ha tuo figlio di rompere un oggetto è direttamente proporzionale al valore dell'oggetto stesso.
Corollario di Aprile sulla bomboniera inutile
Il vaso regalato dalla zia sarà sempre al sicuro.
Legge di Emanuele sui giocattoli
Il tempo di gioco e l'interesse dedicato da tuo/a figlio/a ad un gioco ricevuto in dono, sono inversamente proporzionali ai soldi spesi per il suo acquisto.

12 maggio 2008

Ninna nanna...

Anni fa questa canzone dell'allora famoso Federico Salvatore era diventata un tormentone. L'avevo dimenticata del tutto fino a che, l'altro giorno, non mi è tornata in mente mentre cercavo di addormentare la mia piccola.
Riascoltandola ora, in questa fase personale di fiorellini e cuoricini, la trovo un po' atroce... ma in linea generale strappa ancora qualche risata...


30 aprile 2008

Sala parto


Ho seguito mia moglie in sala parto. E lo consiglio vivamente a tutti i prossimi neo-papà. Per alcuni potrà essere difficile assistere alle urla e a un po' di sangue ma... non eravamo noi il "sesso forte", quelli "duri e forti"?
L'ostetrica mi fa "Ma come, non hai la telecamera come ormai va di moda tra i papà?" "Bè, veramente io ero venuto qui a sostenere mia moglie..."
E' stato molto importante per mia moglie avermi accanto. E' stato molto importante per me sorreggerle il capo in quel momento, vedere come il nostro pesciolino sgusciava alla vita nuova.
Un momento di condivisione profondissimo che ha cementato ancora di più la coppia e inaugurato degnamente l'inizio della vita familiare.
Non vi descrivo ulteriormente i dettagli del "cosa accade", ma vi passo il testimone: se potete, fatelo anche voi.

PS: Ho aggiunto un'ulteriore riflessione sulla paternità sull'altro mio blog "Counseling e dintorni"

17 aprile 2008

Cercando un ruolo

Sono diventato papà e ne sono molto felice. La piccola Sara è arrivata!

Sto cercando di fare "il bravo papà", probabilmente non ci riesco sempre ma qualcosa di significativo per me e per mia moglie la sto facendo. Anzitutto abbiamo vissuto insieme gli ultimi giorni di attesa, il momento del travaglio, del parto e dei primi giorni insieme. Obiettivamente, la nostra utilità maschile è un'importanza di riflesso. Che non significa "poco importante", tutt'altro. Mamma e bebé sono un'unità inscindibile, il papà è "separato" non entra in questa simbiosi. E allora che si fa?
Si fa che è nostro compito custodire questa sacra unità. Unità che viene attaccata da fattori esterni (ad esempio le invasioni di parenti che stressano una mamma già così presa dal cambiamento epocale) ed interni (emozioni, dubbi, paure di chi deve costruire una relazione così delicata e nuova). Ecco il nostro ruolo: come un cane pastore, vigilare. Essere gli accuditori dell'accuditrice, prenderci cura di chi si prende cura.
Ora gli amici mi dicono "Vediamo se sei così bravo a mettere in pratica quanto racconti nei corsi". Aò, io ci provo. Perché ci credo.