12 maggio 2008

Ninna nanna...

Anni fa questa canzone dell'allora famoso Federico Salvatore era diventata un tormentone. L'avevo dimenticata del tutto fino a che, l'altro giorno, non mi è tornata in mente mentre cercavo di addormentare la mia piccola.
Riascoltandola ora, in questa fase personale di fiorellini e cuoricini, la trovo un po' atroce... ma in linea generale strappa ancora qualche risata...


30 aprile 2008

Sala parto


Ho seguito mia moglie in sala parto. E lo consiglio vivamente a tutti i prossimi neo-papà. Per alcuni potrà essere difficile assistere alle urla e a un po' di sangue ma... non eravamo noi il "sesso forte", quelli "duri e forti"?
L'ostetrica mi fa "Ma come, non hai la telecamera come ormai va di moda tra i papà?" "Bè, veramente io ero venuto qui a sostenere mia moglie..."
E' stato molto importante per mia moglie avermi accanto. E' stato molto importante per me sorreggerle il capo in quel momento, vedere come il nostro pesciolino sgusciava alla vita nuova.
Un momento di condivisione profondissimo che ha cementato ancora di più la coppia e inaugurato degnamente l'inizio della vita familiare.
Non vi descrivo ulteriormente i dettagli del "cosa accade", ma vi passo il testimone: se potete, fatelo anche voi.

PS: Ho aggiunto un'ulteriore riflessione sulla paternità sull'altro mio blog "Counseling e dintorni"

17 aprile 2008

Cercando un ruolo

Sono diventato papà e ne sono molto felice. La piccola Sara è arrivata!

Sto cercando di fare "il bravo papà", probabilmente non ci riesco sempre ma qualcosa di significativo per me e per mia moglie la sto facendo. Anzitutto abbiamo vissuto insieme gli ultimi giorni di attesa, il momento del travaglio, del parto e dei primi giorni insieme. Obiettivamente, la nostra utilità maschile è un'importanza di riflesso. Che non significa "poco importante", tutt'altro. Mamma e bebé sono un'unità inscindibile, il papà è "separato" non entra in questa simbiosi. E allora che si fa?
Si fa che è nostro compito custodire questa sacra unità. Unità che viene attaccata da fattori esterni (ad esempio le invasioni di parenti che stressano una mamma già così presa dal cambiamento epocale) ed interni (emozioni, dubbi, paure di chi deve costruire una relazione così delicata e nuova). Ecco il nostro ruolo: come un cane pastore, vigilare. Essere gli accuditori dell'accuditrice, prenderci cura di chi si prende cura.
Ora gli amici mi dicono "Vediamo se sei così bravo a mettere in pratica quanto racconti nei corsi". Aò, io ci provo. Perché ci credo.

7 marzo 2008

Paure


Non ho paura di non dormire la notte svegliato dal pianto di mia figlia.
Non ho paura di spendere tutti i soldi in pannolini e pappine.
Non ho paura di dover fronteggiare i parenti e gli amici.
Ho paura di non saper vivere concretamente con mia figlia le cose che in aula è facile insegnare agli altri.
Ho paura di non assicurare a mia moglie il sostegno reale di cui ha bisogno al di là dei proclami.
Ho paura di fare la figura di quello che predica bene e razzola male.

...si vede che manca ormai meno di un mese all'arrivo di Sara?

17 febbraio 2008

L'uomo invisibile

L'uomo invisibile è invisibile.

Non lo vede la moglie perché è al lavoro.
Non lo vedono i figli perché è con gli amici.
La cosa strana è che se anche vi appostate nel suo ufficio per osservarlo o gli tendete un agguato al circolo degli amici non lo vedrete ugualmente. Magari vedrete dei vestiti animati e una voce pronunciare qualche frase. E quando vi sembrerà presente, una persona completa e forte, osservatelo bene ... non lo vedete che ha una maschera? L'uomo invisibile è così invisibile che anche quando lo vedete vi inganna.
Certo che questi superpoteri lo rendono una figura inquietante... ma non preoccupatevi: l'uomo invisibile non esiste.

15 gennaio 2008

Link a "Gli ultra papà"

Vi segnalo un interessante articolo on line de "L'espresso" sugli equilibri padre/madre nella gestione dei figli e del ménage familiare.
E' un tema che sicuramente riprenderemo, intanto meditiamoci su.

7 gennaio 2008

Parola di Gaber/1

Innamoratomi del teatro canzone di Giorgio Gaber quando avevo diciassette anni, ho scoperto nella sua produzione tante perle di umanità che ho deciso di riportare di tanto in tanto in questo blog. Iniziamo con una ironica riflessione sull'innamoramento tratta dallo spettacolo "Il dio bambino".
"E' buffo un uomo quando corteggia. Forse peggio che buffo. Ci sarà pure un modo di desiderare una donna... sì, un modo più normale, senza quella ironia compiaciuta, senza giovanilismo, senza qugli occhi furbi e intriganti... Non c'è niente da fare: un uomo, che sia uno scienziato, un grande filosofo o anche il presidente della Repubblica, quando vuol piacere a una donna... gli viene subito la faccia da idiota. Per fortuna le donne non se ne accorgono, o forse sono troppo lusingate di essere loro il motivo della nostra idiozia".

15 dicembre 2007

Caro San Giuseppe,...

Caro San Giuseppe,
nei vangeli non ti si nomina granché e la tradizione rimanda di te un uomo muto e chissà perché vecchio. Ma in questo Natale penso a te e ti voglio scrivere a nome di tutti i "maschietti di buona volontà".
Sei un modello lontano dagli uomini e dai padri che oggi vanno per la maggiore. Non si narra di te che avessi muscoli palestrati o che ti ammazzassi così tanto di lavoro da non aver tempo di stare con Maria e Gesù. Sappiamo solo che c'eri. Come padre, come compagno, semplicemente c'eri.
Pensando ai padri assenti, ai mariti "di facciata", ai maschi vuoti, ti ringrazio perché ci ricordi continuamente un modo migliore, più vero e felice di essere uomini.
Nel tuo ricordo, un Buon Natale a tutti!

1 dicembre 2007

Non di sola pancia

"Bebè in arrivo"... e la meraviglia della vita porta una serie di scoinvolgimenti (anzitutto fisici, ma anche psichici) nella futura mamma. Il caratteristico pancione, insieme agli sbalzi umoral/ormonali, ai disturbi gastrici e a tante amene robine, ricordano alla madre, costantemente e in maniera innegabile, che la sua vita sta cambiando per sempre, dandole il tempo di prepararsi. Ovviamente, essere madri biologicamente non significa ipso facto esserlo psicologicamente: c'è bisogno di un processo di elaborazione, di una "nascita della madre" fondamentalmente di matrice culturale. Questo non significa che si possa essere "assolutamewnte pronte" a quello che realmente accadrà, ma, insomma, si può fare un buon lavoro preparatorio.
E il padre? Anche noi abbiamo bisongo di "nascere" come padri, ma abbiamo un piccola/grande fregatura: la comodità di non subire sconvolgimenti fisici ci può portare a trascurare il fatto che, in realtà, anche per noi tutto cambia. Anzitutto cambiano le relazioni e gli equilibri di coppia. Ce ne siamo accorti, vero? Ma come abbiamo reagito? La nostra compagna di vita sta cambiando, le sue attenzioni non sono solo per noi. Il nostro bambino interiore si sente un po' trascurato/geloso, dobbiamo abituarci ad una iniziale distanza dovuta al "rapimento emotivo" della futura madre. Cambiano i tempi e i modi della coppia, quelli del lavoro e quelli dell'intimità, che saranno molto diversi. Cambia la nostra stessa identità. Non spaventiamoci quindi se ci capita di provare talvota "senso di abbandono", smarrimento o rifiuto della realtà. Anche noi abbiamo nove mesi per metabolizzare tutto questo. L'importante è dotarsi di strumenti/occasioni adatti. E qui sorge il problema. Guardandomi in giro trovo pubblicazioni, siti, corsi pre-parto focalizzati (giustamente) sulla madre, poco o nulla per i papà. Per cui prendiamoci almeno quello che c'è: partecipiamo anche noi ai corsi pre-parto, ascoltiamo nostra moglie e le sue fantasie/emozioni/pensieri, diamoci dei tempi come coppia per parlare del nostro futuro di mamma e papà, prima che l'amorevole polpettina irrompa definitivamente, trasformando una coppia in una famiglia.